Piccoli prestiti immediati senza busta paga

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Quando si richiede un prestito, occorre presentare una serie di documenti e, nella maggior parte dei casi, anche una busta paga. Semplicemente perché tale documento certifica la posizione lavorativa del richiedente e assicura la restituzione della somma ottenuta. Il contratto di lavoro a tempo indeterminato è considerato, quindi, dagli istituti di credito come uno dei requisiti essenziali per avere accesso al credito.

Tuttavia, con la flessibilizzazione del mercato del lavoro, la busta paga non è più la regola e, nell’ambito dei finanziamenti, sono aumentate le tipologie di garanzie alternative. In questo articolo vedremo come, anche chi non percepisce uno stipendio da dipendente e dunque non possiede una busta paga, può richiedere un prestito immediato. Ovviamente, in tal caso, l’istituto di credito avrà bisogno di altre garanzie e, nei casi in cui si verificano le condizioni necessarie alla concessione di un prestito, si tratta perlopiù di piccole somme di denaro. Per ottenere somme più consistente, infatti, sono necessarie delle garanzie ulteriori, come l’ipoteca su un immobile di cui si è proprietari o la presenza di un cointestatario, e le tempistiche sono generalmente più lunghe di quanto previsto per i piccoli prestiti.

Negli ultimi tempi, sempre più istituti di credito offrono la possibilità di ottenere un piccolo prestito senza la busta paga, andando incontro alle esigenze di chi si trova in un momento di difficoltà. Quindi ottenere un finanziamento anche senza busta paga, è di norma possibile, a patto che il richiedente goda di alcune condizioni necessarie che analizzeremo nel corso dell’articolo.

Prestiti senza busta paga: chi può richiederli

I destinatari dei prestiti senza busta paga sono soggetti che non possiedono un lavoro da dipendenti, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. Rientrano in questa categoria:

  • I lavoratori autonomi
  • I pensionati
  • I lavoratori irregolari
  • Gli imprenditori in fase iniziale della propria attività
  • Le casalinghe
  • I disoccupati
  • Gli studenti

Un primo passo da compiere, se si desidera richiedere un piccolo prestito immediato senza busta paga, consiste, quindi, nell’individuare la categoria di appartenenza. Ce ne sono diverse, come abbiamo visto sopra.

I lavoratori autonomi, rappresentano la categoria più diffusa, e per loro è sufficiente presentare il Modello Unico e, se necessario, dimostrare ulteriori garanzie. Per i pensionati la richiesta di un prestito si fa presentando il documento di reddito, che in questo caso equivale alla pensione. Per i nuovi imprenditori disoccupati, generalmente giovani sotto i 35 anni, sono spesso disponibili bandi per l’imprenditoria giovanile con prestiti a fondo perduto. Per le casalinghe, invece, esistono diverse formule di prestito immediato se si hanno garanzie alternative, come un affitto percepito da un immobile di proprietà. In ultimo, negli ultimi anni, stanno crescendo in modo esponenziale forme di prestito per permettere agli studenti di affrontare le spese legate allo studio universitario o post laurea. Il rimborso avviene solitamente al termine del corso di studi, in quanto si ipotizza che si sia ormai entrati nel mondo del lavoro e si abbia, quindi, la possibilità di pagare le rate.

Per ciascuna di queste categorie gli istituti di credito possono erogare piccoli prestiti immediati. Inoltre, un prestito immediato senza busta paga può essere richiesto anche dai lavoratori dipendenti che hanno già in corso altri tipi di finanziamenti che assorbono la metà dello stipendio. In questo caso, infatti, è come se non si possedesse una busta paga.

Le soluzioni per ottenere un piccolo prestito senza busta paga

Sono diverse le soluzioni che gli istituti di credito possono offrire per un piccolo prestito senza busta paga, ciascuna a seconda della categoria a cui si appartiene. Il punto essenziale è garantire la restituzione del prestito attraverso altre forme di garanzie. Questi sono alcuni dei prestiti che si possono richiedere anche senza busta paga:

  • Prestito d’onore
  • Prestito cambializzato
  • Carta revolving

Prestiti per studenti

Il prestito d’onore è stato pensato dagli istituti di credito per gli studenti universitari e anche per coloro che frequentano un master post laurea. Si tratta di un prestito in convenzione con gli atenei, che viene erogato senza particolari garanzie, ma secondo criteri di valutazione scolastica, come ad esempio la media degli esami universitari o i crediti maturati, o anche in base al voto di laurea.

Generalmente, nei prestiti d’onore la finanziaria garantisce un prestito allo studente nel rispetto di un tetto massimo e in un arco di tempo variabile, a seconda della durata del corso di laurea o post laurea. Il prestito verrà poi restituito con rate mensili dopo un periodo di ammortamento a partire dalla fine del corso di laurea o del Master. Questo periodo di ammortamento, della durata di un anno, dovrebbe servire allo studente per trovare un impiego e, quindi, riuscire a far fronte al rimborso del prestito.

In linea generale, i prestiti d’onore vengono concessi non solo agli studenti che non hanno possibilità economiche e vogliono laurearsi o seguire un corso di specializzazione post laurea, ma anche ai giovani che desiderano avviare un’impresa o un’attività lavorativa autonoma o che desiderano avviare un’attività di franchising.

Prestiti per lavoratori autonomi o irregolari

Una soluzione per chi non è lavoratore dipendente potrebbe essere il prestito cambializzato, nell’ambito del quale il mancato pagamento anche di una sola mensilità comporta il pignoramento dei beni del debitore senza dover attendere un decreto ingiuntivo. Il prestito cambializzato è un tipo di finanziamento pensatoper quelli che hanno bisogno di una liquidità pressoché immediata per affrontare le spese di tutti i giorni e le improvvise urgenze.

È molto simile al prestito fiduciario, e rientra tra i finanziamenti personali, cioè quelle forme di credito per le quali non viene richiesta alcuna informazione circa l’utilizzo e la destinazione del denaro richiesto (prestito non finalizzato). Con questa soluzione si va incontro ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti, ai quali però, per accedere al prestito, viene chiesta la sottoscrizione di una polizza assicurativa sulla vita.

Altra soluzione, se non si possiede una busta paga e si vuole accedere a un piccolo prestito, è la carta revolving. Si tratta di una carta di credito che ha un funzionamento molto simile a quello delle carte prepagate. La banca o l’istituto di credito, secondo le offerte del momento o secondo le esigenze del richiedente, attivano la carta con un importo che va dai 2.000 ai 5.000 euro circa. La somma è subito disponibile e si restituisce con rate mensili o con pagamento a saldo, cioè in un’unica soluzione. Dopo aver inoltrato richiesta alla banca o all’istituto finanziario, la carta revolving viene generalmente recapitata a domicilio, o si ritira presso gli sportelli della banca o dell’istituto finanziario.

Le garanzie alternative alla busta paga

Anche se, come abbiamo visto, esistono forme di piccoli prestiti per chi non possiede una busta paga, è bene precisare un punto fondamentale: se non si possiede una busta paga, e quindi non si percepisce un reddito fisso, si devono avere altre garanzie da mostrare all’istituto di credito. Per i lavoratori autonomi e per i pensionati, come abbiamo visto, è sufficiente presentare il documento di reddito (il Modello Unico per i lavoratori autonomi e la pensione per i pensionati). Ma per tutte le altre categorie sono richieste garanzie alternative.

Quali sono le garanzie richieste in mancanza di una busta paga? Si tratta di garanzie alternative che, in quanto tali, devono possedere una certa solidità in modo da fornire le giuste rassicurazioni all’ente di credito che si appresta a erogare il prestito. Un esempio di una garanzia alternativa alla busta paga è la figura del garante che, attraverso la pratica della fideiussione (una garanzia personale che è volta a tutelare il creditore dal rischio di insolvenza di un debitore) si espone in prima persona e interviene a coprire il debito nel caso in cui il contraente non riesca a far fronte alle rate.

Altra garanzia è rappresentata dalla presenza di beni immobili di proprietà. Questi, infatti, possono generare, a sua volta, incassi periodici, come, ad esempio, le ricevute bancarie relative all’accredito dell’affitto di un immobile residenziale o commerciale. Anche la presenza di beni mobili di valore, come gioielli e quadri da dare in pegno, sono ritenute garanzie alternative.

Di solito, per piccoli prestiti fino a circa 5.000 euro, è sufficiente la figura del garante. Nel caso in cui si richieda un prestito più consistente, il livello delle garanzie richieste sale, fino ad arrivare all’ipoteca sulla casa di proprietà. Alla stregua di quanto accade per i mutui, infatti, anche per i prestiti senza busta paga si può ricorrere all’ipoteca su una casa di proprietà, sebbene sia una strada difficile poiché l’importo del credito è molto inferiore rispetto al valore dell’immobile.