Prestiti immediati e veloci online con garante: migliori offerte di Dicembre 2021

Indice dei contenuti

Il mercato dei prestiti personali online, ovvero dei prestiti per somme contenute, erogati velocemente e senza dover produrre troppe garanzie, è in costante espansione. I diversi istituti di credito sembrano far a gara per offrire ai propri potenziali clienti formule sempre nuove e apparentemente sempre più agevoli per ottenere somme anche di una discreta rilevanza senza troppe complicazioni, con l’unico requisito di sottoscrivere un piano di rientro che dovrà essere rispettato senza deroghe.
Può darsi però che, all’atto pratico di fare richiesta di un finanziamento, ci si accorga che le cose non sono così semplici.

Accantonato il mercato dei prestiti velocissimi, realmente facili da ottenere ma altrettanto realmente esigui (fino a 5.000 Euro, solitamente), qualora ci si trovi nella condizione di aver bisogno di un po’ più di liquidità (nell’ordine di alcune decine di migliaia di Euro) è importante confrontarsi con i requisiti effettivi.

In parecchi casi l’ostacolo dell’ultima busta paga da esibire (o di altra documentazione analoga, come per esempio un contratto d’affitto come locatore o l’ultima CU) sarà difficilmente aggirabile, rendendo questo tipo di prestiti sostanzialmente inarrivabili per tutti quanti non possano dimostrare di avere un reddito sicuro e garantito.

In questo caso, una tipologia di prestito che potrebbe fare la differenza è quella dei prestiti con garante che, soprattutto in considerazione delle molte forme di contratti atipici che caratterizzano l’attuale mercato del lavoro, potrebbe interessare una clientela piuttosto ampia e rappresentare la soluzione ideale per molti.

Quali documenti chiede la banca

Come abbiamo accennato nell’introduzione, tutte le banche e finanziarie tendono a subordinare qualsiasi tipo di richiesta di finanziamento alla prova di percepire un reddito dimostrabile. In questo senso il documento di reddito “preferito”, che può essere sempre presentato e che ci permetterà di accedere a qualsiasi tipo di prestito personale, è la busta paga per i lavoratori dipendenti, soprattutto se a tempo indeterminato, oppure il cedolino della pensione per i pensionati.

Si tratta, infatti, di entrate mensili assicurate senza scadenze di tempo, sulle quali può essere facilmente calcolata e trattenuta, di volta in volta, la rata di rimborso mensile fissata.

Per tutti i lavoratori autonomi senza busta paga, invece, è altrettanto valida ed efficace la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi relativa all’ultimo anno.

In molti casi, si tratta di una garanzia sufficiente per permettere al cliente di effettuare la richiesta, ma va detto che è necessario che le entrate abbiano una certa consistenza e datino da un certo lasso di tempo.
Spesso, invece, i guadagni ottenuti non sono sufficienti per ricevere il finanziamento al quale siamo interessati oppure la nostra attività è troppo “giovane” per costituire una garanzia di continuità delle entrate presenti.

Non dimentichiamo, inoltre, tutte quelle categorie (disoccupati, casalinghe, studenti…) non in grado di esibire alcuna documentazione così da renderli esclusi da quasi tutte le forme di prestito oltre quelle minime.

Il garante come soluzione

Come fare per ottenere un prestito personale se la nostra dichiarazione dei redditi ci viene respinta o se non possiamo dimostrare di avere un reddito? In questo caso la soluzione migliore è quella del prestito con garante.

Si tratta di un prestito personale a tutti gli effetti, pensato proprio per tutti coloro che non abbiano, non abbiano avuto e non prevedano di avere le garanzie necessarie per presentare in proprio una richiesta. Ciò che permetterà al cliente di accedere al finanziamento desiderato, quindi, sarà proprio l’affiancamento da parte di un soggetto la cui solidità reddituale supplisca a quella deficitaria del richiedente e il quale si impegni a estinguere il debito in sua vece in caso di difficoltà.

Chi può fare il garante?

Il garante, o fideiussore, può essere qualsiasi persona fisica di nostra conoscenza e fiducia. Benché nella maggior parte dei casi si preferisca ricorrere a un parente non è tuttavia necessario che vi siano vincoli di parentela con il richiedente che potrà, dunque, appoggiarsi a un amico, un convivente, un collega.

La cosa indispensabile è che il garante abbia un reddito dimostrabile e sufficiente, che può essere anche in questo caso lo stipendio da lavoratore dipendente a tempo indeterminato oppure la pensione, in modo che la sua cosiddetta affidabilità creditizia sia comprovata e senza limiti di validità.

È inoltre fondamentale che il fideiussore abbia un conto corrente (o una carta di credito) da cui possano essere attinte le rate eventualmente non pagate dal richiedente.

È importante sottolineare che può trattarsi anche di una persona giuridica – una società, una fondazione, un’associazione – che accetti di “assicurare” il rimborso delle rate e quindi il saldo del debito qualora il richiedente non possa provvedervi di persona.

Con la firma di un buon garante anche un richiedente con un profilo non ottimale potrà aspirare a ottenere un prestito, persino per somme importanti e con piani di rientro prolungati nel tempo.

Perché preferire questo tipo di prestito

In assenza di redditi dimostrabili, il richiedente può provare a sostenere una richiesta di finanziamento anche mediante rendite esterne al reddito da lavoro o con la proprietà di beni patrimoniali.

Si parlerà allora di prestiti a pegno o di prestiti ipotecari, per l’ottenimento dei quali si potranno dare in garanzia beni mobili o immobili di valore.

Il caso più comune è quello in cui, disponendo di un immobile di proprietà, tutti i soggetti senza reddito, indipendentemente dalla loro situazione reddituale presente o passata, possono accedere al finanziamento desiderato accendendovi sopra un’ipoteca.

È evidente che si tratta di una situazione i cui rischi sono decisamente maggiori, dal momento che, in caso di mancato pagamento, la banca potrà mettere all’asta l’immobile dato in ipoteca.

In questo caso estremo, è altamente improbabile che chi si trovi a non riuscire a rimborsare il finanziamento riesca a riscattare l’ipoteca, con il risultato di perdere la casa!

Il prestito con garante è invece una soluzione decisamente meno avventata, ideale per esempio per un giovane che vuole avviare un’attività per cui ci sia bisogno di un investimento iniziale; oppure per un progetto di imprenditoria femminile; oppure per un disoccupato che voglia riconvertirsi professionalmente come lavoratore autonomo.

Cosa succede nel caso in cui il beneficiario del prestito non sia in grado di pagare una rata o di completare il piano di rimborso? Le rate mensili non pagate verranno addebitate sul conto corrente intestato al garante e indicato al momento della richiesta congiunta.

L’importanza del profilo creditizio

Anche nel caso di un prestito ottenuto grazie a un garante, è necessario comprendere che l’esito della richiesta è legato strettamente al cosiddetto profilo creditizio di tutte le parti in causa.

Ciò significa che la banca o finanziaria cui ci si è rivolti accederà a un database stilato dalle Centrali di Rischio, ovvero da un sistema pubblico/privato in grado di dare informazioni sull’indebitamento della clientela verso gli erogatori di credito, allo scopo di scoprirne i precedenti.

Può darsi infatti che richiedente e garante non abbiano mai chiesto un prestito, oppure abbiano in corso prestiti regolarmente pagati o ancora che siano collegati a prestiti, presenti o passati, con disguidi o ritardi nei pagamenti.

È evidente che, nel tipo di prestito di cui stiamo parlando, è soprattutto il profilo del garante a dover essere solido in questo senso.

Benché qualche possibilità esista, oggi, anche per chi dovesse risultare “cattivo pagatore”, è tuttavia importante cercare di avere alle spalle uno storico il più possibile “pulito” ed esente da comportamenti che potrebbero farci figurare come inaffidabili.

Anche la coesistenza di più impegni finanziari in corso, in capo sia al richiedente che al garante, potrebbe far decidere per il no, benché regolarmente rimborsati: troppi prestiti in essere, infatti, aumentano il rischio che un ulteriore impegno non venga onorato.

Cerchiamo perciò di valutare attentamente se saremo in grado di affrontare un nuovo impegno, senza confidare troppo sulla possibilità di un consolidamento dei debiti ovvero di un accorpamento in un’unica rata mensile più leggera di tutte le rate di altri prestiti in corso, dando così la possibilità di estinguere, attraverso un ulteriore finanziamento, tutte le posizioni debitorie nei confronti della stessa banca o di altri istituti creditizi.

Alcune precisazioni

Mentre ricordiamo che una caratteristica del garante considerata dalle banche riguarda sua età – proprio perché il piano di rientro può avere scadenze lontane nel tempo – è bene tenere presente che, se il garante dovesse decedere, diventano garanti i suoi eredi che si troveranno a dover onorare gli impegni da lui assunti quando era in vita.

Va quindi saputo che, in qualsiasi momento, il garante può esercitare quella che viene definita facoltà di regresso, ovvero la possibilità di agire nei confronti del debitore allo scopo di riavere indietro la somma versata.

In conclusione, è l’aspetto fiduciario del rapporto tra richiedente e garante a essere davvero cruciale e a richiedere un’attenta riflessione prima di avviare un’operazione che pretende il massimo della serietà e della responsabilità da parte di tutti.